domenica 14 febbraio 2010

ora sto seguendo il mio percorso.
ora, dopo tanto cadere, ho cominciato a camminare.
un giorno tornerò a casa, lavorerò, vivrò, penserò al futuro.
un giorno saprò piacermi anche con un chilo in più, anzi, gioirò del mio star bene.
gioirò vedendo che le cicatrici lentamente vengono riassorbite dalla pelle, di nuovo morbida e liscia, di nuovo ignara delle ferite.
un giorno correrò senza più capogiro, e guarderò la mia immagine allo specchio, e, anche se non troverò più le ossa, mi considererò comunque degna di vivere.
allora tornerò, perchè non mi sono mai dimenticata di voi.
tornerò e saprò finalmente da che parte è giusto stare.
e il mio messaggio di dolore, di sporco e di schifo si trasformerà in una cascata di luce.
e la luce vi abbraccerà e vi dimostrerà che l'amore esiste e c'è per ciascuno di noi, e che vivere ogni giorno è meglio, meglio che darsi piano piano una così teatrale morte.
buona fortuna a tutte ragazze, e non smettete mai di combattere, perchè i buoni vincono sempre alla fine, e la vostra anima buona non aspetta che un po'di ascolto.

venerdì 25 dicembre 2009

-è Natale, vai a casa-
-no, per favore, a casa no...-

2 giorni, 2 abbuffate mostruose, così mostruose che non ne avevo mai viste di uguali.

3000-4000 calorie circa per ciascuna.

non ce la faccio nemmeno a pensarci.

e doveva essere il nostro natale, il nostro primo natale sia con mamma che con papà...

e lo è stato, è stato anche bello, ma ora...
dio...

mi manca persino la forza di scrivere....

dio dio dio...
dio mio...

e mangerei ancora sapete se potessi...
si, mangerei ancora...
e io non sono una che vomita...
sono una che tutta sta merda si costringe/è costretta a tenerla dentro...
cacchio...

sabato 28 novembre 2009

eccomi

10 giorni di ospedale...
e poi...
e poi?

10 giorni di dolore...di lacrime...ma anche uno squarcio piccolissimo di sereno...
parlare con le infermere, con le oss, farmi un po' coccolare da tutti...
flebo, sangue, lacrime...ma anche tanti tanti abbracci...
10 giorni di ospedale.
e poi?

poi sono arrivata qui.
alla comunità per i disturbi alimentari di gardolo.
i primi giorni, devo dirlo, sono stati durissimi. sono qui da mercoledì...
niente visite nè cellulare se non per un'ora ogni due giorni.
bene.
ma anche male per certi versi.
e poi ilò cibo...oh, dio santo, il cibo. calorie su calorie...mangiare sempre...
è durissima...ora non ho tempo x raccontarvi perchè non possiamo tenere il computer e tra un po' arrivano le operatrici e devo metter via...
ma è veramente dura...
certe volte vorrei morire...
ieri sera a cena ho mangiato TUTTO (una bruschettona mega con pomodoro, formaggio, prosciutto e origano, una mela cotta, insalata) e poi pianto su pianto...e tagli e sangue che cola...
e spesso(oh, quanto spesso!) mi dico che vorrei morire...
ma le persone che ho incontrato sono tutte dei tesori...
se avrò tempo vi racconterò anche di loro...
con il tempo vedrete che riuscirò a raccontarvi tutto...
piano piano...

è dura dover fare 5 pasti al giorno.
è dura pensare che i miei adorati jeans taglia 38 non mi andrano mai più...
ma mi son detta:- Alessia, qui è veramente ora di tirare fuori le palle e di lottare.lottare.un giorno tornerò a scuola, pur continuando a vivere in comunità, un giorno forse guarirò, rivedrò i miei amici, vivrò. un giorno. ho paura ma devo superarla. si, ecco, devo tirar fuori le palle!!!!-
o cazzo devo andare...ci sentiamo...

lunedì 16 novembre 2009

ricovero

solo due parole, per ora, finchè non troverò la forza di spiegare tutto per bene.
venerdì sono andata a visita, mi hanno pesata, 40 chili.
ricovero immediato.
ed ora mi trovo qui all'ospedale, costantemente attaccata ad una flebo di sali minerali e nutrita a più non posso con pranzi cene colazioni merende integratori che mi strapano dal cuore fitte terribili di dolore, fiumi di lacrime, ed urla soffocate nel silenzio di un cuscino.
scusate, per ora non riesco ad aggiungere altro.
sto da culo.
mangio tutto, il mio cervello si spegne e il mio corpo si butta sul cibo, ma dov'è il mio controllo, dov'è la mia vita, la pulce inveisce, grida notte e giorno, ed io sono gonfia ed ingrasso, ed ho paura...
scusate ancora, adesso vado.
pensatemi un po', per favore...io lo faccio tanto con voi...ho bisogno di voi...

mercoledì 11 novembre 2009

GRAZIE


per tutte voi che mi sostenete...
piccole e grandi luci che rischiarano con le loro parole il fondo nero del mio blog...
si, avete capito, proprio voi...
proprio voi che mi incoraggiate, che mi sostenete, che mi consolate, che mi aiutate a crescere, che mi date consigli, che vi incazzate con me, che mi rimproverate, che mi aprite gli occhi, che vi buttate in faccia a me come una luce, intensa, inaspettata, ma non accecante, tanto belle e uniche sono le vostre parole, come il sole di mezzanotte...
per voi tutte che ho incontrato su questa mia strada, che l'avete fatta più leggera, che non mi avete lasciata sola...

spesso non trovo il tempo di commentarvi o la forza -sì, la forza, la disposizione d'animo necessaria- per rispondere alle vostre mail...che giacciono per giorni nel fondo della mia posta, come se non me ne importasse nulla, e invece mi hanno scavato una braccia nel cuore...
spesso non seguo i vostri consigli che pure sono tanto giusti e tanto buoni...
spesso non mi dimostro degna della fiducia che riponete in me...

eppure...

volevo soltanto dirvi GRAZIE.
grazie ragazze, grazie.
non so che cosa farei senza di voi.

oggi Alessia ha fatto qualcosa di buono per se stessa.
non ha assunto più di 350 calorie, è vero, ma si è concessa di coccolarsi con biscottini al caffè, latte e marmellata, con una specie di serenità che non provavo da tempo.
- Mamma, mamma, ho mangiato un cucchiaio di marmellata!Anche se tu non mi avevi costretta a mangiarlo!Sei felice?-. dall'altro capo del telefono lei è felice.
sono solo 350 calorie in tutta la giornata. non bastano a sostenere a lungo un corpo, è vero, ma per oggi sembrano tante, sono tante, sono di più.
e allora va tutto bene così.

oggi Alessia ha scoperto un angolino di speranza.
ha imparato a cucire all'uncinetto, e sogna già in grande: vuole farsi una maglia lunga fino alle ginocchia, senza maniche, con i colori dell'arcobaleno.
pensiero ardito, è il suo primo giorno, chissà se poi lo porterà a termine. probabilmente non ce la farà mai, ma non è detto: anche i 40 chili era convinta di non poterli sperare mai, ed ora praticamente ci è arrivata.
intanto ha un piccolo stupido innocente sogno. qualcosa a cui pensare tra un conto delle calorie e l'altro. qualcosa di nuovo.
aveva tanta voglia di vivere, oggi. così tanta che si è rimessa anche a cucinare. una pizza grande grande per la mamma che ha perso il treno e la sorellina con la febbre.
chissà se è venuta buona, lei ovviamente non ne assaggerebbe un pezzetto nemmeno sotto tortura. però il suo piccolo insulso stupido cuore è stato felice.

felice forse è una parola esagerata. dopotutto oggi ha litigato duramente con sua madre per la colazione, ha urlato, si è presa botte, si è tormentata tormentata tormentata all'infinito, ha tremato e sospirato. eppure...eppure per un momento breve (oh, quanto breve!) ma intenso, ha creduto di avere ancora una speranza.

sa che non ce la potrà fare da sola. sa che anche se è convinta di mangiare sempre di più e di ingrassare sta invece deperendo.
ma poi pensa a voi, ragazze, a voi.
e capisce che non è l'unica dell'universo a fare i conti con l'anoressia.
ecco, l'ha detta, quella parola infame. nel pigiare i tasti le dita esitavano e un brivido percorreva le membra.

venerdì è la chiave di volta, perchè Alessia ha la visita con il primario di pediatria dell'ospedale del capoluogo, e sarà proprio questa visita che deciderà il suo futuro.
ricovero o non ricovero?
non lo sa.
nessuno sa.
Alessia aspetta e ha paura.
ma poi cerca di pensare ad altro. e ripete i suoi ringraziamenti mentali per voi. si ficca un'unghia nel dito, toglie una pellicina, sanguina un po', ripensa alle calorie.
oh, cazzo basta, 300 o 350, che cambia?
pensa all'uncinetto e alla sua maglia che sarà con i colori dell'arcobaleno.
pensa a sua madre che era felice.
al sorriso di sua sorella di fronte a quella pizza uscita dalle sue mani.
è tanto stupida, Alessia.
è una cogliona.
una cacasotto.
una debole.
un'egoista che non merita nulla.
non merita nulla, è vero. ma forse un bocconcino di futuro c'è anche per lei.
aspetta venerdì e incrocia le dita.

UN GROSSO GRAZIE A TUTTE VOI...

martedì 10 novembre 2009

non ho molta voglia di scrivere, ultimamente...
nemmeno più commento...
mi dispiace, ragazze, se non vi seguo più, se non aggiorno...
sono troppo presa a ricomporre i pezzettini del mio inferno e ad affannarmi a cercare un'uscita che, esisterà?, non sono convinta che mi possa offrire una speranza.
oggi ho mangiato 450 calorie, sto un poco migliorando rispetto ai giorni scorsi, ma il mio peso è in crollo, peso 40,5 chili e nonostante tutto sto calando abbastanza velocemente...
scusatemi se non aggiungo particolari, se non mi dimostro interessata a nulla.
sono apatica, agitata, tristissima.
e tante volte non riesco a trovare neppure un briciolo di speranza.
per ora il mio faro si chiama ricovero. perchè, ebbene sì, hanno cominciato seppur con delicatezza a parlarmi di ricovero.
questo, e gli antidepressivi che mi hanno prescritto oggi, sono le uniche esili ancore di salvezza a cui la mia mente si aggrappa. perchè da sola, per quanto ci provi, non vado avanti più.
è triste aggrapparsi alla speranza di un ricovero e non a quella della felicità, ad un antidepressivo in luogo di un amore. ma è meglio di niente, in quell'oretta al giorno in cui la speranza ce l'ho. perchè spesso non c'è nemmeno quella.

lunedì 9 novembre 2009

malridotta, consumata, ingozzata a forza.
debole, triste, depressa, malandata.
mal di gola, mal di cuore, fitte.
visite domani, visite in cui non ripongo nessuna speranza.
lacrime, disperazione, speranza perduta.
voglia di riposare.
solo riposare.
ho perso ogni forza, ogni capacità di lottare.
vegeto, non spero più.
forse questo vuol dire morire.
cazzo.